Logo Le Camere dell’Albero Bianco – affittacamere a Manzano

LA CASA

STORIA, ACCOGLIENZA, PROGETTO DI VITA

La Casa è lo spazio che ospita sia Le Camere dell’Albero Bianco sia il progetto più ampio La Casa dell’Albero Bianco.

Un edificio storico riportato a nuova vita, dove memoria e comunità si intrecciano con un esperimento concreto di vita coesa e umanamente sostenibile.

Qui l’accoglienza è parte di una visione: abitare con consapevolezza, coltivare relazioni autentiche e generare benessere.

L’ EDIFICIO

LA STORIA E IL RECUPERO

Non conosciamo l’epoca esatta di costruzione della casa. La prima traccia documentale è la sua presenza nelle mappe napoleoniche del 1811, tra le prime mappe urbanistiche del territorio.

Abbiamo acquistato l’edificio nel 2021 e l’abbiamo riportato a moderni standard abitativi, grazie anche al coinvolgimento di persone vicine a noi.
Riscaldamento a pavimento, ottimo isolamento e muri in pietra spessi fino a 70 cm garantiscono comfort tutto l’anno.

Durante i lavori abbiamo scelto di lasciare visibili alcune tracce della sua storia, come una porzione di intonaco emersa e la riapertura della finestra ad arco sulla piazza, conosciuta come Finestra di San Valentino.

Oggi la casa mantiene il suo carattere rustico, ma è aggiornata al presente: camere climatizzate e comfort essenziali, in uno spazio che conserva memoria ed è tornato a essere abitato, vivo.

LA CASA DELL’ ALBERO BIANCO

VITA SOCIALMENTE COESA E SOSTENIBILE

Le Camere dell’Albero Bianco fanno parte di un progetto più ampio: La Casa dell’Albero Bianco.

È un esperimento di vita socialmente coesa e umanamente sostenibile, nato dal desiderio di costruire uno spazio in cui le parole guida siano:
Essere. Comunità. Abbondanza. Talenti.

Il progetto nasce da Enrico Piasentin e Melania Montenero, nel seguire il sogno di una vita equilibrata, capace di nutrire relazioni autentiche ed etiche.

Da oltre dieci anni operano nel settore del benessere, con competenze legate a massaggi, pranoterapia, counseling e tecniche naturopatiche.

Le Camere non sono pensate solo come luogo dove dormire, ma come spazio che favorisca benessere e riequilibrio.
L’intento con cui sono state costruite e curate è offrire un ambiente che faciliti una pausa reale: un momento di alleggerimento dallo stress, di distensione profonda, di pulizia energetica — anche semplicemente abitandone lo spazio.

Qui l’ospitalità è parte di una visione più ampia: vivere bene insieme, in modo semplice e consapevole.

LE STORIE SULLA CASA

LA FINESTRA DI SAN VALENTINO

Abbiamo riaperto questa finestra ad arco che affaccia sulla strada e sulla chiesa.
È un elemento semplice, ma carico di memoria.

Fino a pochi decenni fa, nel giorno di San Valentino, patrono del paese, da qui veniva consegnato alla comunità il pane benedetto. Un gesto che univa casa e piazza, intimità e collettività.

Oggi quella finestra è di nuovo aperta: come segno di continuità tra ciò che è stato e ciò che continua ad accadere.

LE STORIE SULLA CASA

ATTRAVERSARE LA CASA

Ci è stato raccontato che, fino a qualche decennio fa, molte persone dopo la messa domenicale attraversavano le due porte della casa.

Dalla piazza entravano e si ritrovavano in cortile, sotto il grande albero, per fermarsi ancora un momento insieme: due parole, un bicchiere di vino, la socialità semplice prima di rientrare alle proprie case per il pranzo.

La casa non era solo un edificio: era passaggio, incontro, comunità.

IL CARPINO SECOLARE

IL GRANDE ALBERO BIANCO

Nel cortile vive un carpino bianco, imponente per la sua specie.
Eppure non è antico come sembra: è stato piantato negli anni ’50 del secolo scorso.

Ha visto generazioni passare sotto i suoi rami.
Nel 1976, dopo le scosse del noto terremoto che colpì il Friuli, la famiglia che abitava qui dormì per alcuni giorni accampata sotto l’albero, cercando sicurezza all’aperto.

È un albero che custodisce memoria.
Silenzioso testimone di paure, incontri, stagioni e ritorni.

Hai una domanda sul soggiorno o sulla disponibilità delle camere?